“V per Vendetta” – La vendetta si serve fredda. Di Stefano D’auria”

Cosa è successo nel mondo il 17 marzo 2006?  Niente di drammatico, ma qualcosa di straordinario. In tutti i cinema del mondo è uscito il film V per Vendetta, di James McTeigue con sceneggiatura dei fratelli Wachowski ( i registi di Matrix).

Il film è ambientato a Londra nel 2020 dove un misterioso combattente per la libertà, conosciuto come V, usa metodi terroristici per combattere il sistema totalitario che regna nel paese. Quando la giovane Evey scopre la verità sul passato dell’uomo mascherato, decide di votarsi alla sua causa, scoprendo una nuova forza in sé stessa.

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Questo è il quarto film tratto da un opera di Alan Moore dopo La vera storia di Jack lo Squartatore dei gemelli Hughes, La leggenda degli uomini straordinari di Stephen Norrington e Constantine di Francis Lawrence. Lo scrittore inglese non ha riconosciuto nessuno dei film tratti dalle sue opere , compresi questo e Watchmen del 2009, è ha sempre preteso che il suo nome non fosse inserito nei credits dei film, perché nessun film riesce a trasmettere le sue idee.

Ora se le pellicole tratte dalla Leggenda degli uomini straordinari e Constantine sono di basso livello, From Hell e V per vendetta rimangono degli ottimi film. La regia riesce a tenere lo spettatore incollato alla poltrona ( o alla sedia) e, checche ne dica Moore, il film, a mio avviso, non tradisce nulla dell’opera originale, mantenendo intatto il messaggio dell’autore contro la tirannia e soprattutto contro i pericoli di potere che ufficialmente è democratico ma che controlla ogni cosa, anche i programmi per bambini.

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Che il film sia inferiore al fumetto è evidente,  ma è difficile che un film sia superiore al libro originale; tuttavia Hugo Weaning ( l’Elrod del Signore degli anelli che qui interpreta il giustiziere V) riesce a dare corpo e carattere ad un personaggio di cui non si sa nulla e che non mostra mai il suo volto ( nel fumetto non si capisce nemmeno se V sia un uomo o una donna) nonostante qualche dialogo un po’ pesante. Brava anche Natalie Portman ( la principessa Amidala di Star Wars) nel ruolo non facile di Evey  Amond, che da abitante neutra del regime si trasforma in una sostenitrice della causa di V. David Lloyd, il disegnatore, rimase molto soddisfatto della produzione, mentre Alan Moore non gradì il film, affermando che “la trama è semplificata e che il conflitto fra due visioni contrapposte del potere, il fascismo del governo contro l’anarchia di V, non viene indagato a sufficienza”.

C’è però da dire che lo stesso Moore, in un’intervista al Times, dichiarò che, se avesse scritto ora le sue opere V per Vendetta sarebbe l’unico romanzo che non avrebbe scritto, perché fu scritto espressamente per un epoca particolare, il governo inglese sorretto dalla conservatrice Margaret Thatcher che decise di sradicare, anche come concetto astratto, l’omosessualità e la polizia che girava con furgoni neri arrestando i dissidenti più che i criminali.
Nel complesso, un ottimo film che dosa bene scene d’azione ad altre dialogate, una giusta dosa di tensione e anche un po’ di umorismo.

P.S. A chi ha gradito il film, consiglio anche di dare un’occhiata a  Watchmen di Zack Snyder.

Stefano D’auria per Mag-Movie

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