La Strada vede la luce! – “The Road finalmente al cinema. Di Stefano D’auria

Tempo fa, parlando del ritrovato interesse di Hollywood per il genere apocalittico, lamentavo il fatto che, il film di John Hillcoat, “The Road”, tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, vincitore del premio Pulitzer nel 2006, con Viggo Mortensen come protagonista, nonostante fosse stato distribuito in America il 25 novembre 2009, non era stato ancora acquistato da un distributore italiano, complici sia il ritardo dell’uscita film in patria (doveva uscire a novembre 2008, poi la distribuzione decise di posticiparne l’uscita al 16 ottobre dell’anno successivo, per poi slittare ancora alla data definitiva, cioè il 25 novembre 2009), sia un commento uscito sul quotidiano repubblica ad inizio gennaio, il quale giudicava il film troppo deprimente per le sale italiane.

Visto che nessun distributore si faceva avanti per acquistare il film, mi ero ormai rassegnato alla possibilità che il film uscisse solo nel mercato home video, cioè fra un anno circa. I miei timori sono stati, fortunatamente fugati il 26 febbraio 2010 quando, sfogliano sempre la Repubblica, ho letto che la Video-CDE, una casa di distribuzione minore, ha acquistato il film. La data di uscita è ancora da stabilire, ma non oltre aprile.

roadIl film narra di un Padre e di un Figlio i quali, per sfuggire all’inverno, percorrono una lunga strada diretti verso sud. Lo scenario è apocalittico, la civiltà è stata distrutta da un grande ed inspiegabile cataclisma. Molti umani sono sopravvissuti ma la maggior parte delle specie animali e vegetali si sono estinte. Il sole è perennemente oscurato da nubi ed il clima è radicalmente cambiato. Gli esseri umani sono diventati violenti e selvaggi a causa delle condizioni estreme in cui vivono. L’istinto di sopravvivenza prevale e li induce a atti di cannibalismo e segregazione verso i propri simili, con lo scopo di poter soddisfare i propri bisogni alimentari. Il Padre e il Figlio viaggiano verso sud. Armati di una pistola, munita di solo due proiettili, cercano di sopravvivere.
Ad un primo impatto la trama può sembrare simile a molti film di questo genere, la lotta per la sopravivenza dei protagonisti in uno scenario desolato, tuttavia questa storia è molto diversa. Qui non abbiamo un eroe come Kenshiro e Eli (personaggio protagonista del film Codice: Genesi) che combattono i cattivi con mosse di Kempo (il termine moderno indica una qualsiasi arte marziale eseguita senza armi) o con un coltello ed una pistola in stile Matrix, con tanto di occhiali da sole.
Altro aspetto che rende il film interessante è l’assenza di nomi propri.

Non è un caso che abbia scritto Padre e Figlio con la maiuscola, perché non importano i nomi, ma i personaggi. Infatti è presente un Anziano (Robert Duvall), un Veterano (Guy Pearce). Inoltre la storia (ho letto il libro e so di cosa parlo) è molto bella, ma anche triste e angosciante e l’assenza di nomi serve ad evitare che il lettore possa distrarsi e possa così concentrarsi sulla trama.
Lo stile di McCarthy (autore, tra gli altri, di Non è un paese per vecchi da cui è stato tratto un film diretto dai fratelli Coen) è molto descrittivo e pittorico, ricco di aggettivi, ma quasi totalmente privo di introspezione psicologica. Le vicende dei suoi libri sono narrate mediante l’osservazione e la descrizione oggettiva, con taglio quasi fotografico, dell’ambiente e dello scenario che fa da sfondo agli eventi, così come delle caratteristiche fisiche e del comportamento dei personaggi, spesso identificati semplicemente attraverso la ricostruzione delle loro azioni o, come nel caso “The Road”, da un nome comune. La trama viene esposta con uno sviluppo di stile “cronachistico”e non vi sono quasi mai esposizione soggettiva di pensieri, impressioni o emozioni. In questo modo al lettore viene lasciata ampia libertà di interpretare soggettivamente i fatti raccontati e di maturare un autonomo giudizio sulla condotta e sulle motivazioni che determinano le azioni raccontate.

Persino i dialoghi vengono esposti in modo oggettivo, per mezzo di peculiare caratteristica ortografica, dal momento che l’autore non utilizza le “virgolette” per isolare le frasi del discorso diretto.
Un esempio significativo di questo modo di procedere è dato dall’uccisione di uno dei personaggi principali di Non è un paese per vecchi, che avviene nell’intervallo (non raccontato) racchiuso tra due episodi apparentemente meno essenziali, su cui invece si sofferma l’attenzione del narratore.
Insomma, un film diverso tratto da un romanzo di un autore poco convenzionale, ma proprio per questo è, secondo me, molto più interessante di un film come Codice : Genesi, molto improntato sull’azione. Perché l’apocalisse è un evento che cancella miliardi di vite in pochi istanti, quindi un film come “The Road” risulta molto inquietante proprio perché è molto più credibile di altri film del genere.

Stefano D’auria per Mag-Movie

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