“Alice in Wonderland” – Un viaggio lungo un sogno: di Ivan Isaak

Vi sono degli attori che sembra siano nati per interpretare un dato personaggio, come se l’unico scopo della loro carriera fosse quel particolare ruolo. Questo accadde con Sean Connery per il ruolo di James Bond, David Suchet per quello di Hercule Poirot, l’investigatore belga nato dalla penna di Agata Christie, o Morgan Freeman per il ruolo di Alex Cross, il profiler creato dallo scrittore americano James Patterson.

alice

Ognuno di questi personaggi sembra essere la copia cartacea dell’attore che lo interpreta. Questo stesso destino è toccato ora a Johnny Depp, il quale è perfettamente a suo agio nel ruolo del cappellaio matto, anche se in questa trasposizione del romanzo di Lewis Carroll (pseudonimo del matematico inglese Charles Lutwidge Dodgson) il personaggio più che pazzo è molto emotivo.

Questa di Tim Burton è la diciassettesima trasposizione del romanzo ed è quella che, secondo i  critici, meglio interpreta lo spirito del romanzo di Carroll. Una critica contro la società inglese dell’epoca e una satira contro la tirannia, senza contare che questo film (tratto soprattutto dal secondo romanzo dedicato ad Alice, vale a dire Alice attraverso lo specchio) riesce veramente a rendere l’allucinante ma nel contempo affascinante universo dello scrittore inglese, popolato di strane creature come lo stregatto (Stephen Fry) o i gemelli Pincopanco e Pancopinco (entrambi doppiati dall’attore Matt Lucas), senza contare il Ciciarampa (Christopher Lee). Altro grande personaggio è quello della Regina Rossa (Helena Bonham Carter), piccola ma con una testa grande due volte il normale, paranoica al punto giusto (anche se l’attrice, moglie di Tim Burton, la definisce come una ragazzina viziata che come una vera tiranna).

regina di cuori

In questo film inoltre il personaggio della Regina Bianca (Anne Hathaway) ha finalmente tutto lo spazio necessario alla sua importanza. Infatti in molte trasposizioni è soltanto una figura di contorno o in alcune versioni, come quella animata prodotta dalla Disney nel 1951, dove la Regina Bianca è completamente assente. Come è assente il personaggio del Fante di Cuori (Crispin Glover), feroce comandante delle guardie della Regina Rossa.
Ma oltre agli attori chi è veramente a suo agio in questo universo è il regista Tim Burton, il quale ci afferra per le spalle e ci scaraventa dentro la tana del bianconiglio assieme ad Alice, trascinandoci in un viaggio in un mondo a metà fra un quadro surrealista e la divina commedia di Dante Alighieri.

bianca
Un viaggio che, come un sogno, sembra non finire mai e alla fine del sogno desideriamo rimanere a dormire per godere ancora e ancora di quel mondo fantastico, ma forse molto meno irreale di quel che sembra perché, forse, ognuno di noi è una Alice che, curiosa, esplora la tana del bianconiglio.

il cappellaio

Curiosità: all’inizio, quando Alice si ritrova catapultata nel paese delle meraviglie (o Sottomondo come lo definiscono i gemelli Pancopinco e Pincopanco), sullo sfonfo si riconosce chiaramente l’albero dei morti del film Il mistero di Sleepy Hollow.


Ivan Isaak per Mag-Movie

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