“Freedom Writers” di Richard LaGravenese – recensito e consigliato da Tania Maffei

Il film è la storia vera dell’insegnante Erin Gruwell  ed è  tratta dal libro scritto da lei  e dai suoi studenti “The Freedom Writer’s Diaries: How a Teacher and 150 Teens Used Writing to Change Themselves and the World Around Them“.  I “Freedom Writers” (così si auto definirono i  ragazzi) erano  gli attivisti per i diritti civili che nel 1961 percorsero il Sud degli Stati Uniti per protestare contro la segregazione razziali e che utilizzarono come  strumento di  liberazione le parole.

Ci troviamo a Los Angeles nel 1992 dopo che gli scontri razziali  che  avevano messo a ferro e fuoco la città costrinsero l’amministrazione pubblica a tentare un  ambizioso programma di integrazione razziale nelle scuole.  La giovane insegnante di letteratura inglese Erin Gruwell (Hilary Swank), al suo primo incarico viene assegnata alla Woodrow Wilson High School di Long Beach, California dove si vede affidare una classe  composta da latino americani, cambogiani, afroamericani ed un unico bianco.

La situazione di degrado da cui provengono i singoli ragazzi è tragica. La miseria e l’odio reciproco fra le varie “gang” è all’ordine del giorno. I diversi gruppi etnici sono in uno stato costante di guerra non dichiarata, e sono accomunati solo dall’odiare ancor di più  lei in quanto bianca e sicuramente soggetto rappresentativo di chi detiene il vero potere a cui loro non sarà mai consentito di arrivare ma che potranno solo subire (belle le storie raccontate dai singoli ragazzi i cui fratelli, madri, padri si trovano in prigione solo per il fatto di appartenere ad una certa razza con la conseguente impossibilità di potersi difendere come sarebbe concesso ad un qualunque  bianco).
Nessuno si aspetta  che imparino o cerca di insegnare loro alcunchè ma  quello che si prevede è solo il  loro inesorabile abbandono scolastico sicuri  della loro incapacità di conlcudere gli studi.

freedom

“La Gruwell” invece  (così prenderanno a chiamarla i ragazzi) è diversa. Non si arrende né di fronte all’assenza di sostegno da parte dei e dei colleghi i quali non nascondono il loro razzismo verso i ragazzi né del marito (Patrick Dempsey) nè del padre (Scott Glenn), ex attivista politico che poi invece cambierà idea e l’appoggerà in tutto,  né di fronte agli allievi che inizialmente la respingono convinti che sia l’ennesima insegnante disinteressata al loro vissuto. Lei, a differenza di tutti coloro che l’anno preceduta, si dedicherà  anima e corpo agli studenti dell’Aula 203 che diverrà per molti di loro una casa ed un rifugio, offrendo ad essi l’attenzione ed il  rispetto che meritano. Adatterà  il proprio insegnamento trattando argomenti quali il razzismo e la tolleranza. Farà scoprire ai ragazzi cosa sia l’Olocausto paragonando  i nazisti “alla più grande gang mai esistita”.  Porterà gli studenti al museo dell’Olocausto di Simon Wiesenthal e poi farà loro conoscere i pochi sopravvissuti di quell’immane tragedia. Comprerà per loro quei libri che la scuola non vorrà acquistare fra cui il Diario di Anna Frank. Da qui la scoperta introspettiva del guardarsi dentro e la sua capacità di riuscire a convincerli a scrivere essi stessi dei diari il cui contenuto così forte e profondo la colpirà a tal punto  da convincere se stessa e i ragazzi dell’importanza di trasformare quegli scritti in un libro.

Bel film, molto ben fatto che  vede la regia Richard La Gravenese  famoso anche come sceneggiatore candidato al premio Oscar per la “La leggenda del Re pescatore” nel 1991 e l’interpretazione  nuovamente convincente   della multi premiata  Hilary Swank di cui abbiamo già parlato per il film Boy’s don cry che riveste in questo caso anche la veste di produttore esecutivo.
Misterioso come mai un film che negli Stati Uniti ha ottenuto un grande successo sia stato  distribuito in Italia solo per la home video senza arrivare mai sui grandi schermi. Assolutamente consigliato per capire un po’ meglio anche gli innumerevoli problemi di integrazione razziale di cui tutti oggi sembrano parlare senza, a mio modesto avviso, alcuna cognizione di causa.

FREEDOM WRITERS
Un film di Richard LaGravenese. Con Hilary Swank, Patrick Dempsey, Imelda Staunton, Scott Glenn, April Lee Hernandez, Mario, Jason Finn, Hunter Parrish. Genere Drammatico, colore 123 minuti. -- Produzione USA, Germania 2007. -- Distribuzione Universal Pictures

Tania Maffei per Mag-Movie

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