Il Mag-Network ha intervistato il duo Jalisse: “Siamo tornati? No siamo sempre stati qui!”
Nel 1997 I Jalisse vincono il Festival di Sanremo con “Fiumi di parole“, dopo partecipano all’ Eurofestival con lo stesso brano ottenendo un lusinghiero quarto posto, poi al grande pubblico silenzio, sembravano scomparsi nel nulla e proprio in un periodo particolarmente fortunato e in ascesa, noi del Mag-Network li abbiamo intervistati in occasione del loro nuovo cd preceduto dal nuovo singolo “Non voglio lavorare” per scoprire che in realtà i Jalisse non solo non sono mai scomparsi ma hanno continuato a lavorare, a raccogliere consensi in giro per l’Italia e non solo l’Italia.
I Jalisse sono Alessandra Drusian e Fabio Ricci, a rispondere alle nostre domande è Alessandra Drusian.
Siamo davvero contenti e soddisfatti di questa intervista, un soddisfacente “fiume di parole” che era quello che volevamo e li ringraziamo ancora una volta per la disponibilità massima ricevuta se non vi basta, provate ad ascoltare la versione audio a fine intervista.
Perché siete scomparsi in un periodo come la vittoria di Sanremo?
“Non siamo scomparsi, ci siamo diretti verso altri luoghi, abbiamo girato l’America, Toronto, Atlantic City, Bruxelles, a Dublino con l’Euro Festival, Vina Del Mar, siamo stati in Svezia, abbiamo girato un po’ il mondo e tra non molto andremo in Australia. In realtà non ci siamo mai fermati! Abbiamo continuato a fare musica a produrre, ma non c’è stato tanto interesse da parte dell’Italia.
Se non hai visibilità in televisione la gente poi pensa “che fine hanno fatto? Hanno cambiato mestiere?” Ma non è il nostro caso, noi continuiamo a fare musica e forse paghiamo lo scotto di essere un’etichetta indipendente, le cose belle o brutte le viviamo noi direttamente, paghiamo questa nostra libertà, questo essere liberi nel lavoro, alla fine facciamo quello che più ci piace e nei concerti riscontriamo da parte del pubblico grande affetto e amore; tante volte ci viene detto che dal vivo siamo molto diversi, nel senso che, anche nell’occasione sanremese, sembravamo seri anche un po’ spocchiosi, ma non siamo assolutamente così. Quella di Sanremo era una grande responsabilità, da giovani dovevamo passare a Big e questa responsabilità ti portava ad essere come non eri nei confronti del pubblico. Eravamo giovani in dodici anni ne abbiamo passate tante, anche dal punto di vista artistico c’è ne sono successe di tutti i colori.
Si è parlato molto di voi come coppia che in principio negavate: perchè questo? Per una strategia di marketing o esigenze di privacy?
Dal punto di vista artistico eravamo cantanti singoli che venivano da esperienze diverse, ma anche come duo hanno tentato di dividerci in tutti i modi, non volevamo che il rapporto artistico influisse su quello privato e non volevamo renderlo plateale. Nella nostra vita privata siamo molto discreti non ci piace fare gossip e infatti non siamo presenti in nessun giornale di gossip, l’unica volta è stato quando hanno scoperto che stavamo insieme. Siamo persone normalissime che vogliono essere rispettate nel proprio lavoro.
Come nascono i Jalisse?
I Jalisse nascono nel lontano ’93 -’94 anche se io e Fabio ci siamo conosciuti nel ’90 nell’occasione in cui io firmavo un contratto con una casa discografica di Roma e Fabio doveva essere l’autore dei miei testi. Mi avevano promesso Fantastico, Sanremo cosa che poi non è accaduta. Con Fabio ci siamo, poi, persi per due anni. Nel frattempo io ascoltavo perennemente le canzoni su una cassetta che Fabio mi aveva lasciato tra cui c’era la canzone “Liberami” con cui abbiamo fatto Sanremo nel ’96. Inizialmente quindi non ci siamo piaciuti, anche perché entrambi eravamo legati a persone differenti, quindi all’inizio era solo una questione lavorativa. Poi sono ritornata in Veneto per finire gli studi, nel ’92 ci siamo rivisti perché ero a Roma per un altro lavoro in Rai e poi ci siamo innamorati.
E’ stata una crescita graduale la vostra quindi?
Si, (lavorativamente parlando) abbiamo fatto vari tentativi, perché venivamo da esperienze diverse, Fabio era un cantautore solista, nel ’93, ’94 abbiamo deciso di riunire le forze.
Poi nel ’97 avete partecipato a Sanremo, se vi venisse proposto di nuovo?
Personalmente no. Adesso come adesso non mi interessa potevo rimanerci male negli anni scorsi, tra l’altro ci siamo presentati ogni anno con canzoni scritte con grandi autori e nomi tra cui il Premio Oscar Luis Bacalov, e Premio Nobel Rita Levi Montalcini e le porte ci sono state sempre chiuse quindi al momento ci interessano altre cose, mi sarebbe piaciuto partecipare all’ultimo Sanremo di Bonolis che ha dato un bel contributo alla canzone quest’anno, ma non mi interessa al momento, preferiamo essere all’ Eurofestival che è davvero una vetrina pazzesca!
Ecco l’Eurofestival, che ricordi avete dell’Eurofestival? La vostra canzone Fiumi di parole è stata giudicata tra l’altro una delle migliori…
Si è vero. Guarda noi camminavamo per le strade di Dublino e la gente ci fermava dicendoci che noi saremmo stati i vincitori. E’ stato bellissimo vedere e sapere che c’è un grande rispetto verso la musica, verso l’artista, noi a volte ci perdiamo in un bicchier d’acqua in Italia, si dovrebbe badare un po’ di più alla sostanza che a tutto il resto, noi siamo stati gli ultimi a partecipare per l’Italia all’Eurofestival, siamo arrivati quarti anche se ci davano per vincitori già dall’inizio ma va benissimo cosi, è stata una bella chiusura per l’Italia all’Eurofestival e ancora oggi la nostra canzone è tra le 100 più belle dell’Eurofestival ogni anno e ogni volta che viene stilata questa classifica.
Che tipo di musica Vi piace ascoltare?
Sicuramente non la musica americana, mi piacciono le melodie ben definite, mi piace la musica inglese, la musica italiana fatta bene, sono una nostalgica della musica anni 80 e poi le canzoni delle Winx e di High School musical perché con una figlia piccola me la devo far piacere per forza
…l’artista che mi piace di più è senz’altro Annie Lennox, che pur non avendo una grandissima estensione vocale trasmette tantissimo, ed è quello che amo negli artisti, che trasmettono emozioni, grande personalità.
Invece di italiani chi ti piace maggiormente?
Tra le novità dell’ultimo periodo mi piace tantissimo la voce di Arisa che trovo molto semplice ma diretta, voce molto chiara, sincera. Tra i grandi artisti italiani mi piacciono le voci di Orietta Berti, Ornella Vanoni, Laura Pausini, voci molto limpide, pulite, chiare.
Parliamo del vostro ultimo album…del nuovo singolo…
È uscito l’ultimo singolo “Non voglio lavorare” che parla della voglia di prendersela comoda, di riflettere, di pensare, di dirsi: “ok oggi me ne sto tranquillo, me la prendo comoda e mi rilasso!” Visto che oggi il lavoro è diventato una schiavitù, nel mondo siamo circondati da violenza, aggressività, non c’è più dialogo, contatto umano zero, quindi “oggi non voglio lavorare” una specie di inno alla calma, alla tranquillità.
Sul sito ufficiale dei Jalisse abbiamo letto di questo progetto “Localitour d’Italia” cosa ci potete dire di questo progetto?
E’ un esperimento che abbiamo fatto quattro o cinque anni fa, noi andavamo in una serie di posti dove ci chiamavano a cantare e nel pomeriggio facevamo delle riprese dei posti, dei luoghi, delle tradizioni, delle abitudini del luogo particolari, quindi abbiamo fatto questi video, dieci puntate andate in onda su un canale satellitare, anche perché a noi non piace cantare e andare via ma avere un contatto diretto con la gente, intrattenere e intrannerci magari in futuro chissà potremo ampliare ancora di più questo progetto.
Nelle Vostre prossime produzioni musicali continuerete con le sonorità elettroniche, etniche o ci dobbiamo aspettare nuove sonorità?
Mah a noi piace divertirci per cui non si sa mai, potremo mantenere sonorità elettroniche come altre più acustiche, in questo momento tra l’altro con noi suonano musicisti che sono bravissimi, il nostro batterista suona con Arisa, il chitarrista che suona con Patty Pravo, quindi sono persone veramente in gamba che quando salgono sul palco suonano da Dio credimi io mi sento super protetta con loro.
C’è qualcosa che non rifareste nel Vostro percorso artistico?
Io credo che nella vita non bisogna mai piangere sul latte versato, certo dagli errori si impara, si cresce ma nella vita ci si trova ad un bivio e bisogna fare una scelta, se si sbaglia pazienza si cerca di capire dove si è sbagliato e di imparare dagli errori, mai rinnegare nulla.
I Jalisse sono stati ospiti domenica 17 maggio a Domenica In dove hanno presentato l’anteprima di “Non voglio lavorare“, il nuovo singolo dopo l’altro singolo uscito a febbraio “Siamo ancora qui” che precede l’uscita dell’album raccolta “Siedi e ascolta“.
Ecco, in esclusiva, la prima delle due interviste audio, qui ascolterete la voce frizzante della cantante Alessandra Drusian, si tratta dell’intervista che avete appena letto.
Un altro regalo, nel file audio che segue è l’altrà metà dei Jalisse Fabio Ricci, che racconta l’altro lato del duo, un progetto con le scuole che vi sorprenderà.
I Jalisse sono anche su Myspace a questo indirizzo: www.myspace.com/jalisseduo
Sito ufficiale: www.jalisse.it
Visto da: 246







