Imprenditori generosi: una storia da ricordare…

La generosità sembra merce rara ai giorni nostri. I personaggi più ricchi non fanno altro che far crescere il loro conto in banca, spesso a discapito dei meno abbienti. Per fortuna, non mancano le eccezioni ad una regola che appare sempre più crudele. Un esempio lampante e positivo arriva da Milano, da parte di un datore di lavoro che si è rivelato uno degli imprenditori generosi con cui molti sognano di collaborare. Perciò, ecco un’interessante news dal mondo della finanza e del lavoro, che ci fa rattristare, ma anche sorridere.

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La storia…

Il protagonista si chiama, o meglio si chiamava Luciano Tamini. Quest’ultimo è tragicamente scomparso lo scorso 1° luglio a 84 anni. Alla sua morte, non ha nascosto tutto la sua attitudine magnanima nei confronti dei dipendenti di una vita lunga e laboriosa. Gli inizi della carriera della sua azienda risalgono addirittura al 1916, anno in cui suo padre Carlo decide di aprire un’officina meccanica basata sulle riparazioni a Milano, intitolata appunto Tamini. Col passare degli anni, la piccola ditta inizia ad occuparsi in maniera specifica di tutto ciò che riguarda la saldatura e si fa conoscere in tutto il capoluogo meneghino. Quindi, il passaggio successivo consiste nella progettazione, realizzazione e sviluppo di trasformatori elettrici da utilizzare negli altoforni. All’età di 21 anni Luciano raccoglie l’eredità di papà Carlo, improvvisamente deceduto.

Nelle mani di Luciano Tamini, l’impresa continua a crescere fino a realizzare trasformatori di primissima categoria, capaci anche di varcare i confini nazionali e di raggiungere persino gli Stati Uniti e l’Iran. Il percorso professionale va avanti senza sosta fino al 2014, quando l’uomo è costretto a vendere l’azienda di famiglia alla Terna, un’altra azienda dalle caratteristiche simili. Nonostante ciò, Luciano viene nominato presidente onorario e continua a supervisionare i suoi giovani dipendenti, comportandosi da sempre come uno dei migliori imprenditori generosi del mondo e creando un rapporto di massima fiducia e di rispetto reciproco. Purtroppo, col passare degli anni, alla Terna si inizia a parlare di cassa integrazione. Tamini non esita a schierarsi dalla parte dei lavoratori e viene estromesso dai ruoli aziendali. La situazione degenera quando all’uomo viene diagnosticato un male incurabile.

Il finale: tristezza e generosità

Dopo solo un mese di malattia e agonia, Luciano Tamini muore senza avere via di scampo, ma viene comunque ricordato come uno dei rari imprenditori generosi presenti nel mondo. Fino all’ultimo minuto della sua esistenza, l’uomo ha infatti manifestato la sua generosità verso chi con lui ha condiviso una parte della sua carriera. Sceglie di lasciare un ricordo concreto ai suoi dipendenti: versa 4 milioni di euro nelle tasche di coloro che continuano ancora a prestare servizio presso la Terna. Ogni operaio riceve ben 15 mila euro, mentre agli impiegati viene elargita una ricompensa di 10 mila euro ciascuno. Il vecchio leone, così come riferisce lui stesso poco prima della sua morte, ha continuato a ruggire fino agli ultimi giorni. Un leone che si è dimostrato mansueto verso chi ha seguito il suo stesso destino e lo ha accompagnato passo dopo passo.

Author: Redazione

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