Pensioni, novità 2017

APE, pensione anticipata

Giorni caldi per il Governo Gentiloni, che si trova alle prese con i decreti attuativi per l’anticipo pensionistico. Parola d’ordine: velocizzare i procedimenti.

Secondo un sollecito dall’Europa, infatti, i provvedimenti di flessibilità e tutela della Legge di Bilancio 2017 dovranno essere pubblicati entro, e non oltre, il primo di marzo.

Cos’è l’Ape e a cosa serve

L’APE è un provvedimento che permette, a chi vuole e ne ha diritto, di andare in pensione in maniera anticipata

In particolare, gli scopi di questo scivolo pensionistico sono permettere a chi ha problemi           di andare in pensione in anticipo e di introdurre nel mondo del lavoro i più giovani.

L’APE può essere Volontaria, Aziendale, oppure Social. Vediamole insieme partendo dall’APE Social.

 

APE Social

Per le fasce di reddito più bassosarà lo Stato a finanziare l’anticipo, con la cosiddetta APE Social. In particolare, questa facilitazione spetterà a chi:

  • Deve assistere un parente disabile grave ( legge 104)
  • Coloro che svolgono lavori ad alto rischio di infortunio, oppure particolarmente faticosi e logoranti
  • I disoccupati che non hanno ammortizzamenti sociali
  • I lavori portatori di handicap

APE Volontaria

Possono beneficiare dell’APE Volontaria nel 2017 coloro che sono nati tra il 1951 e il 1953, mentre nel 2018 coloro che sono nati tra il 1952 e il 1955. Alle persone con questi requisiti sarà consentito di andare in pensione fino a tre anni e sette mesi prima rispetto alle normali condizioni di pensionamento.

Dovrà essere fatta domanda all’INPS per un prestito finanziato da una banca e rimborsabile in venti anni con rate mensili.

APE Aziendale

E’ il provvedimento dedicato alle aziende in difficoltà, con lavoratori a rischio di divenire futuri esodati. Per questo tipo di situazione verranno messi in campo i finanziamenti con il contributo dello 0,30% riguardante l’indennità di mobilità.

Cumulo contributivo gratuito

Una conquista per i lavoratori è la gratuità del cumulo contributivo. Di cosa parliamo? Della riunificazione dei contributi che i lavoratori hanno maturato in diverse mansioni e che sono state loro erogate da diverse aziende per le quali hanno lavorato nel corso della loro carriera. Soprattutto nel mondo lavorativo odierno, dove le possibilità di carriera sono molte ed i contratti sono per lo più a tempo determinato, questo provvedimento si rivela molto utile.
Il cambiamento, rispetto al passato, è che il cumulo non sarà più gratuito solamente a chi deve raggiungere la pensione di vecchiaia, di inabilità o quella per i superstiti, ma anche per quella di anzianità sul lavoro, cioè per il pensionamento anticipato per chi ha pagato contributi in più gestioni differenti.

Ecco che così si aprono nuovi scenari pensionistici non solo per i dipendenti, ma anche per i lavoratori autonomi iscritti all’INPS, alla gestione separata e alle altre forme di contribuzione sostitutive.

Quota 41: pensioni precoci

Si parla di pensioni precoci per quei lavoratori che hanno cominciato la propria vita contributiva prima del compimento dei 19 anni, per almeno 12 mesi, anche in modo non continuativo.

Per queste persone, la Legge di Bilancio 2017 prevede alcuni cambiamenti: la pensione anticipata, ma anche l’aumento della Quattordicesima per gli assegni minimi, e l’estensione della No Tax Area. Da notare però che la quota 41 non è per tutti i lavoratori “precoci”, ma per coloro di essi che presentino una situazione disagiata come, ad esempio, lo svolgimento di una mansione logorante. Per gli altri resta valida la gratuità del cumulo pensionistico.

Quota 96: non sarà cancellata

Nelle previsioni del sistema pensionistico 2017 non può non essere considerata la quota 96, i cui appartenenti potranno comunque andare in pensione anticipata, come previsto secondo la legge Fornero. Fanno parte di questa quota i lavoratori dipendenti privati.

Si può andare in pensione, appartenendo a questa categoria, a 64 anni e 7 mesi; l’assegno pensionistico viene calcolato con il metodo retributivo per le anzianità maturate fino al 2011 e con il metodo contributivo per quelle versate dopo il 31 dicembre 2011.

Per le informazioni utilizzate per redigere questo articolo ringraziamo: http://pensioni.economia-italia.com/

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