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Cinema americano contro cinema italiano una battaglia persa in partenza?

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Qualche giorno fa ero in treno, di ritorno a casa, vicino a me c’era un signore che leggeva La Repubblica e commentava la notizia del ritiro di Avatar nelle sale cinesi perché, secondo il governo cinese, il film di Cameron avrebbe oscurato l’uscita nelle sale cinesi di un film di produzione nazionale basato sulla vita del filosofo Confucio. Secondo il parere del signore, anche in Italia ci dovrebbe essere una politica simile, così ci sarebbe più spazio per i film italiani. A parte il fatto che non sono convinto (ma non solo io, anche molti intellettuali cinesi) che il vero motivo del ritiro del film sia questo (qualcuno ha ipotizzato che il governo Cinese abbia visto nell’invasione di Pandora un attacco al suo operato) e che ognuno ha diritto alla sua opinione, mi sono chiesto “Ma ne varrebbe la pena?”.

Guardando ai film italiani degli ultimi dieci – quindici anni sinceramente la mia risposta sarebbe no. Film come i cinepanettoni, i film prodotti da Christian de Sica i quali escono appunto a Natale, da qui il nome, che riprendono sempre la stessa trama trita e ritrita. Due uomini, Massimo Boldi e de Sica (quest’ultimo è stato definito da Stefano Disegni l’Alberto Sordi dei poveri) combinano una serie di pasticci  mettendosi nei guai fino alla risoluzione finale. Si dicono commedie, ma io ne ho visti diversi e non mi sono fatto neanche una risata. Le battute sono volgari e scontate e il livello generale di questi film è molto basso. Infatti, vedendo gli incassi, questi film incassano parecchio (anche se gli ultimi due della serie, Natale a Rio e Natale a Beverly Hills, hanno registrato incassi molto bassi) in Italia, ma non solo non incassano molto all’estero, anzi non vengono nemmeno immessi nel circuito. Ovviamente ci sono le eccezioni, film italiani esportati all’estero, America compresa e che si sono portati a casa tanto di Oscar, ma appunto parliamo di pochissimi casi che su un totale sono davvero troppo pochi. Ma il problema del cinema italiano non sono solo i cinepanettoni ma tanti altri motivi tutti italiani che non stiamo qui ad elencare per non entrare in una questione lunga e forse non adatta allo scopo. Quello che mi sento di dire però è anche che esistono titoli italiani degli ultimi anni di tutto rispetto sia per storie, sia per attori e recitazione: certo a volte la recitazione italiana è un pò troppo monocorde ma può essere anche vista da una prospettiva di caratteristica tutta nostrana. La Bestia nel cuore di Cristina Comencini, La ragazza del lago di Andrea Molaioli film osannati dalla critica ma forse non adatti ad un pubblico più eterogeneo, mancano forse di un pò di ritmo ma tutto sommato sono dei buoni esempi di cinema italiano.

La bestia nel cuore

Io non ho paura di Gabriele Salvatores, La Terra di Sergio Rubini o Alla luce del sole di Roberto Faenza per quanto siano molto belli forse risultano ad un pubblico magari più giovane un pò pesanti e di difficile fruizione ma non possiamo certo parlare di brutto cinema italiano anzi.

io_non_ho_paura

E’ anche vero però che non esiste più in Italia un genere inventato, paradossalmente, proprio da noi, per esempio la Commedia All’italiana, un film che racconta una storia seria ma capace di farci ridere, come I soliti ignoti di Mario Monicelli, molte risate ma è anche un quadro della situazione dell’epoca, cioè molti ladri ma anche molta miseria; infatti è molto rappresentativa la frase di Peppe “Er pantera”(Vittorio Gassman) a Cosimo (Mimmo Carotenuto), entrambi sono in prigione e Peppe dice a Cosimo, visto che quest’ultimo si lamenta di essere ancora in carcere, “Di che ti lamenti? Qui almeno mangi tre volte al giorno!” Il film fu un tale successo internazionale che ha avuto un remake americano uscito nel 2003, Welcome to Collinwood dei fratelli Anthony e Joe Russo con George Clooney, e inoltre la famosa scena al banco dei pegni : Cosimo (alludendo minaccioso alla pistola che impugna, nel tentativo di rapinare lo sportello del Monte dei pegni): La conosci questa?
L’impiegato (sfilandogli la pistola dalle mani): “Sicuro che la conosco! È una pistola Beretta, ma in cattivissime condizioni… 1000 lire”.

Sono scettico verso il cinema italiano? Si. E’ impossibile la sua rinascita? No. Infatti film come Baciami Piccina di Roberto Cimpanelli o La prima cosa bella di Paolo Virzì, oltre i titoli citati sopra, sono film di un certo valore e sopratutto fanno ridere ma anche riflettere ( e qui consiglio un altro film di Virzì My name is Tanino), purtroppo sono delle meteore, incapaci da sole, di cambiare la situazione. Anche se le recenti regie americane di Silvio Muccino, La ricerca della verità e Sette anime, fanno ben sperare.

la prima cosa bella

C’è da aggiungere che è anche il pubblico a dover cambiare, cioè noi ( nel conto si sono anch’io), infatti vogliamo sempre lo stesso genere di film dallo stesso regista. Basti pensare a Carlo Verdone o al trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Tutti i loro film hanno un buon successo, eppure quando hanno tentato di cambiare un po’ il loro genere, rispettivamente con Ma che colpa abbiamo noi? e La leggenda di Al, John e Jack, sono stati accolti freddamente dal pubblico che si  lamentava del cambio di rotta ( io stesso ho sentito un mio amico dire “La leggenda di Al John e Jack” non mi è piaciuto perché è un film diverso). Con queste premesse è difficile che il cinema italiano si risollevi, ma basterebbe solo insistere nel cambiare genere di Film, di essere più coraggiosi cercando di sperimentare e investire di più sopratutto per far conoscere di più all’estero il nostro cinema. In fondo quando Massimo Troisi passò da film come Ricomincio da tre (1981) al bellissimo Le vie del signore sono finite del 1987, il pubblico lo contestò, e ora è uno dei personaggi più amati dai giovani.
Per chiudere le cose con una frase fatta ma azzeccata “Le cose sono la gravità. Per muoverle basta dargli una spinta”.

Stefano D’auria per Mag-Movie

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Tutti al cinema Weekend: Per l’Italia contro Avatar c’è Paolo Virzì

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tutti al cinema weekend la prima cosa bella di paolo virziAggiornata la nostra rubrica Tutti al cinema weekend.

Nel Weekend che sancisce l’arrivo nelle sale italiane di “Avatar” di cui abbiamo parlato qui, il nuovo film capolavoro di James Cameron, il nostro cinema “schiera” il nuovo film di Paolo Virzì La prima cosa bella”. Regista: Paolo Virzì

Produzione: Motorino Amaranto e Medusa Film

Distribuzione: Medusa Film

Cast: Valerio Mastrandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Claudia Pandolfi, Dario Ballantini

Siamo negli anni ’70, anni in cui nella famiglia vige ancora il patriarcato e il movimento femminista sta lottando per cambiare questa prospettiva, lotta per affermare la soggettività della donna, e in tutto questo movimento può una donna, una madre di famiglia essere “frivola”, divertente, esibire la propria femminilità? A quanto pare no, visto nel film di Virzì, Anna (Micaela Ramazzotti) viene incoronata come “la mamma più bella”, in uno di quei concorsi estivi che si tengono nei lidi balneari, e questo le crea tanti visto che suo marito preso dalla gelosia la caccerà di casa, il paese si riempirà di pettegolezzi e presto suo figlio Bruno la taglierà fuori dalla sua vita e andrà a vivere a Milano. Vivà lontano da sua madre fino ai giorni nostri, fino a quando non farà rientro a Livorno per dire addio alla madre malata terminale e quell’odio si trasformerà nell’amore che ha sempre avuto verso colei che le ha dato la vita.

Io direi che per me il film è assolutamente da vedere, gli darei 9.

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